Aumento delle tasse comunali sulle case

TASSE comunali sulle case 

Cosa sta succedendo nei comuni con lo “sblocco della leva fiscale”

Dal il Giornale.it - Economia 

Come sottolinea uno studio Uil di fatto con lo sblocco della leva fiscale si scatena una una valanga di rincari ....

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Da che mondo è mondo, nell’epoca moderna, se si scava nel passato, il TRIBUTO, è sempre stato un problema che i vari popoli hanno sempre

  

Pagamento del tributo 

Masaccio - Cappella Brancacci - Chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze - 1425 circa 

avuto e che ha causato  spesso (troppo spesso)  rivoluzioni e guerre.  Ma quello che più ci ha sempre colpito è il fatto che tributi e tasse,  nel corso del tempo,  hanno avuto sempre , salvo rari casi , aumenti  su aumenti  e ,  nei rari casi in cui si è parlato di diminuzione,   è sempre stata una diminuzione di facciata o politica che poi in sintesi non è avvenuta mai o se è avvenuta  si è verificata  da una parte ,  sotto forma diretta, ma sicuramente  è aumentata , da un’altra sotto forma indiretta,  e così via. - Se  prendiamo per  esempio Firenze  al tempo del Granducato ,  le tasse erano abbastanza eque , infatti  su vecchi fascicoli  , conservati  all’Archivio di Stato di Firenze si legge , per quanto riguarda appunto i tributi sulle case , l’applicazione della DECIMA GRANDUCALE vale a dire che i proprietari di immobili dovevano pagare un tributo pari alla decima parte del reddito cioè il  10% . 

-    Ora i tempi sono cambiati  e quando c’è da prendere , Stato e Comuni e purtroppo anche le Regioni ,  non scherzano e se possono colpire,  andando sul concreto , colpiscono in una maniera o in un’altra , la CASA,  anche perché  la percentuale di persone in Italia che hanno case in proprietà si aggira intorno al 70%  il che significa che il restante 30% abitata  in case in affitto con una percentuale che  rientra nella media  europea . 

Ma la cosa che ci interessa di più ora  è analizzare  la notizia che è stata diffusa , vale a dire l’aumento delle tasse locali sulla casa che colpirà di più ,  ovviamente  le seconde case,  e quindi nello specifico colpirà  tutti coloro che appunto hanno messo,  o decideranno di mettere a reddito queste seconde case. Questo dato a nostro avviso è fortemente negativo e si ripercuoterà sul mercato interno della ricettività turistica che ha visto , proprio in questi ultimi anni , un aumento notevole  offrendo  al turista un soggiorno a buon mercato. Non basta  al visitatore la nostra “Bella Italia”   con la sua incomparabile attrattività : città d’arte IMPAREGGIABILI  ed uniche al mondo, il tutto deve essere accompagnato da una competitività economica  che si deve affiancare a tutta la filiera  turistica a partire dal soggiorno per passare poi  alla ristorazione e soprattutto ai servizi offerti.

L’aumento dei tributi locali certamente non contribuisce a questo  e non aiuterà sicuramente il turismo. Per portare un esempio: - la Puglia in  questi ultimi anni ha avuto un aumento  turistico notevole (proprio ieri sera , 2 agosto , su RAI 1  è andato in onda un bellissimo programma “Gran Tour” con un percorso sulla Via Francigena fino ad Otranto e Leuca – FINIBUS  TERRAE “) . Le città e i luoghi marini pugliesi  hanno registrato afflussi da record , oggi con l’aumento dei prezzi , (i pugliesi pensando di lucrare di più)  , hanno visto un calo rispetto agli anni passati. Che dire  e che fare !!!.

Secondo il nostro modesto parere lo Stato dovrebbe,  in un ottica  nazionale di sviluppo del settore turistico affrontare meglio il problema. Oggi ci sta provando e il Governo,  se riesce a far passare  la Legge Delega sul Turismo,    potrà avere via libera e far sì che  le offerte sul mercato siano più competitive come : agendo in maniera sistematica sui redditi derivati dalle attività ricettive con una giusta imposizione fiscale , soprattutto nel campo degli ormai noti affitti turistici , imposizione che dovrebbe tenere conto dei notevoli costi ,  sia di gestione,  che di manutenzione e soprattutto , avendo concesso ai cosi detti “host”  la promo-commercializzazione sui portali OTA , l’aliquota del 21% sul percepito ci  lascia molto perplessi . Da qui il dilagare dell’abusivismo e conseguente evasione fiscale che l’introduzione del Codice identificativo nazionale con gli incroci fra le varie banche dati riuscirà in parte a fermare. L’aumento delle imposte comunali e il 21% sul percepito dalle locazioni  produrranno effetti negativi  sul mercato che lo penalizzeranno notevolmente con effetto domino sui prezzi  – ANBBA si sta battendo per una più equa applicazione della cedolare secca in modo che venga applicata l’aliquota del 21% almeno sul 70% del percepito,  in modo che sia tenuto conto  sia delle spese , sia delle provvigioni , che delle tasse comunali.

 

Cesare Gherardi

Direttore dei servizi tecnici di ANBBA