Finalmente arriva il CODICE IDENTIFICATIVO NAZIONALE !!!

Affitti brevi: firmato il decreto della banca dati della ricettività

 

 

I locatori di affitti brevi, albergatori e b&b saranno inseriti in una Banca dati della ricettività, al fine di contrastare l'evasione nel settore turistico-ricettivo

Con comunicato stampa di ieri 29 settembre il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha firmato il decreto ministeriale che disciplina la banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati agli affitti brevi.

Ricordiamo che la misura era prevista dal decreto legge 30 aprile 2019, n. 34.

L’introduzione della banca dati, adottata in pieno accordo con le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, rende omogenei i dati delle strutture ricettive su base nazionale.

Si prevede che la banca dati, al fine di individuare la struttura ricettiva, indichi una serie di parametri idonei come:

la tipologia degli alloggi,

l’ubicazione,

la capacità ricettiva,

gli estremi dei titoli abilitativi richiesti ai fini dello svolgimento dell’attività ricettiva,

il soggetto che esercita l’attività, anche in forma di locazione breve,

il codice identificativo regionale, o laddove questo non sia stato adottato, un codice alfanumerico generato dalla banca dati stessa.

Si tratta di uno strumento in grado di:

semplificare l’azione degli operatori;

tutelare, nel nome della trasparenza, la filiera del turismo e i consumatori;

agevolare la cooperazione tra il Ministero del Turismo e le autonomie territoriali, nel pieno rispetto della protezione dei dati personali. Da sottolineare che la banca dati ha ricevuto parere favorevole dal Garante per la protezione

dei dati personali.

 

Ricordiamo nel dettaglio che, il quarto e quinto comma del nuovo articolo 13 quater del Dl 34/2019, ha previsto l'istituzione

presso il ministero delle Politiche agricole, di una “banca dati” sia delle strutture ricettive,

sia degli immobili destinati alle locazioni brevi ai sensi dell’articolo 4 del Dl 50/2017, presenti nel territorio nazionale, identificate secondo un codice alfanumerico, denominato “codice identificativo”, da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei

servizi all’utenza. Quest’ultimo obbligo riguarda però solo i soggetti titolari di vere e proprie strutture ricettive, chi esercita attività di intermediazione immobiliare e i gestori di portali telematici saranno tenuti a pubblicare il codice identificativo nelle comunicazioni inerenti all’offerta e alla promozione. Non, invece, i locatori di immobili concessi in godimento con contratti di durata inferiore a trenta giorni, che non sono compresi nell’elenco dei soggetti obbligati alla pubblicazione del codice.

I titolari delle strutture ricettive, gli intermediari e i soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile o porzioni di esso con persone che dispongono di unità immobiliari o porzioni di esse da locare, saranno obbligati a pubblicare il richiamato codice identificativo nelle comunicazioni inerenti all’offerta e alla promozione, pena la sanzione pecuniaria da 500 euro a 5.000 euro.

 

Da Fisco e Tasse

Evidenza: evidenza

Data: 01/10/2021