Decreto Ristori - Ancora una volta penalizzati i B&B !!!

OSSERVAZIONI AL DECRETO LEGGE N. 137/2020 “RISTORI”

PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE DEL 28.10.2020 N.269

 

Tra le misure di sostegno al reddito contenute nel presente decreto vi è inserita all’art. 5 quella titolata “Misure a sostegno degli operatori turistici e della cultura”.

Tra i beneficiari operatori turistici, operando così come già fatto per i c.d. Decreti Marzo ed Aprile, vi rientrano anche i “Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence identificati dal codice ATECO 55.20.51” ai quali spetterà un contributo a “FONDO PERDUTO”  nella misura del 150% della diminuzione di fatturato a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Tale condizione relativa alla riduzione del fatturato non si applica ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.

Ai soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto Rilancio, il contributo sarà corrisposto dall'Agenzia delle Entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo.

I soggetti invece che non avevano percepito il precedente contributo, il ristoro sarà riconosciuto previa presentazione di apposita istanza all’Agenzia delle Entrate.

Il contributo non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui partita IVA risulti cessata alla data di presentazione dell'istanza.

Anche in questo caso il ristoro minimo è di € 1.000 per i soggetti ditta individuale e di € 2.000 per i soggetti in forma societaria.

 

Come da più parti fatto sottolineare, tra i soggetti esclusi da questo contributo sono tutti coloro che esercitano una attività imprenditoriale occasionale.

La categoria più rilevante è quella dei B&B non professionali che in base alle ultime statistiche pubblicate dall’ISTAT e riferite al 2018 erano 35.198.

Sono una massa di oscuri soggetti, per lo meno agli occhi del Fisco, che non meritano alcun riconoscimento da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

 

Producono PIL e pagano tasse, anche in misura superiori ai soggetti che operano professionalmente, come ad esempio i forfettari, che per lo stesso reddito prodotto versano imposte sul 40% dello stesso e con aliquota calmierata al 5%.

Pagano TA.RI al Comune di riferimento nella stessa misura degli Alberghi perché a questa equiparati.

Pagano l’IMU sulla superficie di immobile, prima casa, destinata all’esercizio dell’attività.

Pagano il Canone RAI TV maggiorato, come gli alberghi.

Pagano la Tassa di Soggiorno, laddove istituita, come gli alberghi.

Quindi :   tutte le istituzioni, Fisco, Comuni, RAI, ecc.  tutti bravi, attentissimi e prontissimi ,  per prendere , ma per dare ? :  braccino corto  !!!

 

Una considerazione di carattere sociale.

 

Molti dei soggetti che svolgono, o per lo meno svolgevano l’attività di b&b non imprenditoriale, (perché la crisi li ha molto penalizzati e molti hanno cessato) ,  traevano e traggono da questa attività , il sostentamento giornaliero proprio perché è un’attività che comunque un reddito produce o produceva, seppur minimo, peraltro , ancor peggio , sono esclusi dal godimento del c.d. reddito di emergenza o dal reddito di cittadinanza e di conseguenza rientrano anch’essi tra i così detti  "nuovi poveri "

Lo Stato, in senso lato, se ne prende cura, non li lascia indietro, come va ora di moda affermare, oppure se ne disinteressa?

 

Conferenza stampa del Presidente Giuseppe Conte ......... :  "Nessuno sarà lasciato solo"

 

 

Cesare Gherardi

Direttore Area Tecnica di ANBBA

Data: 29/10/2020