LOCAZIONI TURISTICHE – Chiarimenti su cedolare secca

  

Doverose precisazioni relative a quanto appare sul web da parte della stampa e di siti specializzati e in risposta alle numerose domande che ci sono state rivolte in proposito.

La Circolare 26/E/2011 - Agenzia delle Entrate circoscrive ulteriormente il perimetro applicativo della norma ritenendo che: Esulano dal campo di applicazione della norma i contratti di locazione conclusi con conduttori che agiscono nell'esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, indipendentemente dal successivo utilizzo dell'immobile per finalità abitative di collaboratori e dipendenti.

In sostanza, l'Agenzia si riferisce in generale alle foresterie tipicamente utilizzate dai dipendenti. Se il contratto è intestato al dipendente e poi rimborsato dalla società, rientra appieno nel perimetro della cedolare secca; se è intestato alla società, l'Agenzia non ritiene applicabile la cedolare.

In seguito, l'art. 1, c. 59, L. 30.12.2018, n. 145 ha esteso la cedolare secca anche ai piccoli negozi, oltre che agli immobili abitativi. Qui, però, l'Agenzia (ris. 50/E/2019) ha osservato che i locatari dei negozi sono tipicamente imprenditori commerciali e quindi la norma, essendo a loro destinata, non è compatibile con l'interpretazione fornita nella circolare 26/E/2011.

Quindi se un ospite  va in un appartamento  come soggetto privato  la locazione è soggetta a cedolare secca. Ma se il soggetto privato soggiorna  e pretende  la ricevuta della locazione , anche se il soggiorno è  inferiore a 30 giorni,   intestata alla società di cui lo stesso è dipendente il corrispettivo della locazione è soggetto a cedolare secca o no questo non è stato ancora ufficialmente chiarito dall’Agenzia delle entrate.

Il  nostro consulente fiscale ci dice che , secondo gli ultimi orientamenti di Commissioni Provinciali di primo grado, l’applicazione della cedolare secca dipende dallo stato giuridico del proprietario,  che ovviamente nelle locazioni turistiche è colui che loca l’immobile,  indipendente dal fatto che il condutture sia persona fisica o giuridica con partita iva.  

CONDIZIONI 

1) Il locatore sia persona che agisce in veste di privato  consumatore, quindi non in regime di impresa o di libera professione;
2) l'immobile locato sia abitativo ed è destinato ad uso abitativo;
3)  ulteriore limitazione costitutita dalla natura imprenditoriale del conduttore non è imposta dalla legge ma solo dalla circolare 26/E/2011, disposizione che non  ha valore normativo e quindi non vincolante per il contribuente e, soprattutto, per il giudice.

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Data: 02/08/2019