Tassa di Soggiorno - Corsa dei Comuni per la sua applicazione - Le città dove si paga di più

Da www.quifinanza.it

Turismo, corsa dei Comuni all’introduzione della tassa di soggiorno

Sempre più Comuni fanno ricorso a questo strumento per "rimpinguare" le casse municipali. Ecco la mappa delle città più care per la tassa turistica

 

Da Portofino a Positano: sono tantissimi i comuni che negli ultimi mesi hanno introdotto la “tassa di soggiorno” per i turisti e molti altri hanno effettuato dei rincari non trascurabili. La verità è che la tassa di soggiorno, introdotta per la prima volta nel 2011 con il federalismo fiscale, è diventata per i comuni una vera e propria mucca da mungere, specie per le grandi città d’arte, dove questo contributo, a volte, non è neanche tanto piccolo (si pensi ai 7 euro chiesti per soggiornare in un albergo di lusso a Roma).

Nel più dei casi la tassa di soggiorno varia dagli 80 centesimi a 1 euro e 50 al giorno, una cifra che spesso il turista paga senza batter ciglio, ma molti comuni italiani hanno aumentato la tariffa, godendo di una certa autonomia in questo. La Provincia autonoma di Bolzano ha disposto quest’anno incrementi medi del 12,2% nei comuni dell’area, mentre Matera ha addirittura raddoppiato l’imposta ed altri comuni come Genova e Peschiera del Garda hanno disposto incrementi di oltre il 50%. Vi sono però anche dei casi in cui si procede in controtendenza: il comune di Alassio per quest’anno ha azzerato la tassa per i mesi di luglio ed agosto.

Grazie alla “manovrina” della scorsa estate, che ha consentito ai comuni che non lo avevano già fatto di introdurre la tassa o agli altri di rimodularla, sono 145 i comuni che nell’ultimo anno hanno istituito la tassa di soggiorno (88 solo quest’anno) e quindi il numero delle località è salito ad oltre 900. E vi sono molti comuni come Tortoreto, Sassari, Sanremo, Città di Castello, Ribera o Diano Marina che stanno valutando di introdurre l’imposta dal 1° gennaio 2019. Accade però anche il contrario, ossia comuni che ce l’avevano e la stanno abolendo, come Lodi che si dice disposta a rinunciare ad un incasso sicuro di 32 mila euro.

COSA E’ LA TASSA DI SOGGIORNO – La tassa di soggiorno o tassa turistica è un’imposta che deve essere pagata da chi viaggia (turista o no) e soggiorna per una o più notti in una struttura ricettiva (albergo, campeggio, bed and breakfast ecc.). La tassa è calcolata per persona e per numero di notti e varia a seconda della categoria di alloggio prescelto. Viene pagata direttamente alla struttura che si premurerà poi di versarla al comune. Sono esenti i bambini fino ai  10-14 anni, i disabili e loro accompagnatori ed alcune altre categorie (guide turistiche, autisti dei pullman, ecc.). Non sono più esenti i clienti di Airbnb per i quali la tassa è divenuta obbligatoria e deve essere versata all’affittuario.

UN TESORETTO PER I COMUNI – Nonostante l’importo della tassa sia esiguo, i grandi numeri del settore turistico portano nelle casse dei comuni italiani cifre ragguardevoli. Secondo l’Osservatorio sulla tassa di soggiorno di JFC, nel 2017, sono stati infatti incassati 463 milioni di euro dai comuni che hanno istituito questa imposta, mentre quest’anno si supereranno ampiamente i 500 milioni di euro. Un trend in continua crescita che potrebbe raggiungere l’anno prossimo 670 milioni con una crescita del 30% circa. Fra i comuni che hanno incassato di più c’è Roma con i suoi 126 milioni, ma si difendono anche Milano con 41,4 milioni, Firenze 30 milioni e Venezia 29 milioni, mentre restano indietro Torino 6,3 milioni, Napoli 5,9 milioni e Bologna 5,5 milioni.

 

ECCO DOVE SI PAGA DI PIU’ – Prima in classifica è Roma, dove per un albergo di lusso si può arrivare a pagare 7 euro, ma anche in un hotel a 3 stelle si pagano almeno 4 euro a notte, che scendono a 3 euro per una sistemazione a 1-2 stelle. Per un ostello, case ed appartamenti, b&b ecc si pagano in medio 3,5 euro.  Ma se la Capitale tiene il podio, non sono da meno Venezia, Firenze e Milano. La più cara al Sud è invece Palermo dove si pagano 50 centesimi a notte in hotel a 1 stella e fino a 3 euro a notte per sistemazioni di lusso.

 

In area soci potrete vedere i dati pubblicati dall’osservatorio JFC –

Dati aggiornati all’11 maggio 2018

 

 

Data: 14/08/2018