Pagamento tassa di Soggiorno - Le strutture che la incassano e non la versano ai Comuni sono passibili di DANNO ERARIALE

Chi non versa la Tassa di Soggiorno o Contributo di Soggiorno al Comune  dove risiede la struttura è passibile di condanna per

DANNO ERARIALE

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con  Ordinanza 24 luglio 2018, n. 19654.

 

I fatti sono avvenuti in Toscana e precisamente nel Comune di Rosignano Marittimo nel cui territorio, e precisamente a Castiglioncello è ubicato un famoso Albergo di cui per correttezza non facciamo il nome.

La Procura regionale presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Toscana ha citato il legale rappresentante della Società che gestisce  l’HOTEL  avanti alla Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Toscana per ivi sentirlo condannare al pagamento di somma in favore del Comune di Rosignano Marittimo, a titolo di danno erariale corrispondente all’ammontare dell’imposta di soggiorno incassata dai clienti e non versata al comune.

Il fatto sicuramente non sarà il primo ma comunque teniamo a ribadire che la nostra Associazione,  che annovera un grande numero di strutture ricettive – B&B – Affittacamere - Case Vacanze – Locazioni Turistiche ecc.   (anche esse hanno l’obbligo di incassare e versare ai comuni la tassa o contributo di soggiorno)  informa continuamente i propri soci  delle procedure per il  versamento di detta tassa e lo ha fatto,  mettendo la notizia in chiaro sul sito , anche quando il Comune di Roma di recente ha esteso l’obbligo del pagamento anche per le Locazioni turistiche  con un tributo di Euro  3,50 per ogni ospite nel limite di un massimo di 10 giorni di permanenza anche se,  a nostro avviso è discutibile,  che sulle Locazioni si debba pretendere il pagamento di detta tassa o almeno con una tariffa differenziata dalla altre strutture ricettive. Questa è la proposta di ANBBA che,  pur condividendo il fatto della inapplicabilità di detta tassa sulle Locazioni Turistiche ha preferito percorrere la strada  di una riduzione del tributo che non partecipare al ricorso abrogativo  che è pendete presso il TAR. Si sottolinea che tale obbligo è peraltro stabilito dal una legge dello Stato sugli obblighi delle Locazioni Turistiche (che non è altro che la conversione del tanto discusso DL. 50/2017 convertito con la legge 96/2017)  che recita nei commi che parlano di questo tributo , così :

5-ter. Il soggetto che incassa il canone o il corrispettivo, ovvero che interviene nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi, è responsabile del pagamento dell'imposta di soggiorno di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e del contributo di soggiorno di cui all'articolo 14, comma 16, lettera e), del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonché degli ulteriori adempimenti previsti dalla legge e dal regolamento comunale. (2)

7. A decorrere dall'anno 2017 gli enti che hanno facoltà di applicare l'imposta di soggiorno ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e il contributo di soggiorno di cui all'articolo 14, comma 16, lettera e), del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, possono, in deroga all'articolo 1, comma 26, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e all'articolo 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, istituire o rimodulare l'imposta di soggiorno e il contributo di soggiorno medesimi. (2)

 

 

Evidenza: evidenza

Data: 27/07/2018