LA TASSA DI SOGGIORNO

Un po’ di storia


Una definizione generale e sintetica è questa : L’imposta di soggiorno, detta anche tassa di soggiorno, è un'imposta di carattere locale applicata a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive di territori classificati come località turistica o città d'arte ecc..Le sue origini , possiamo dire che si perdono nella notte dei tempi , perché la prima volta che compare in Italia è addirittura risalente al 1910 e fu istituita per le sole stazioni termali, climatiche e balneari. Poi più tardi, in epoca fascista e cioè nel 1938, estesa anche ad altre località di interesse turistico. Fu abolita nel 1989 (Art. 10, Decreto Legge 2 marzo 1989, n. 66 ) – Per favorire il turismo in occasione dei mondiali di calcio di Italia 90. Ma questa situazione è durata pochi anni e nel 2009, la legge n.42 sul federalismo fiscale, che stabilisce piena autonomia agli enti locali, a fatto si che la tassa fosse ripristinata tramite due successivi provvedimenti :

Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78 , solo per il comune di Roma, con la possibilità di introdurre un contributo di soggiorno a carico di chi alloggia nelle strutture ricettive della città, da applicare secondo criteri di gradualità in proporzione alla loro classificazione.

Dl.gs. 14 marzo 2011 n. 23, (disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale) , che conferisce ad altri comuni la facoltà di istituire l’imposta di soggiorno. Nello specifico il comma 1 dell’articolo 4 recita che i comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un'imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo.

APPLICAZIONE
Le modalità di applicazione sono molto diverse e vanno dal versamento di un importo fisso a un importo variabile, con scaglioni associati alle tipologie e categorie alberghiere, con aliquote percentuali, con scaglioni associati al prezzo, alla localizzazione e al periodo e, in alcuni casi, un’aliquota percentuale o una misura forfettaria.
Sono previste anche delle esenzioni che variano da comune a comune in base alle classi di età (per ragazzi e giovani e per la terza e quarta età), all’attività svolta e alla durata della permanenza (l’imposta non viene applicata se un soggetto pernotta per più di un certo numero di notti), per i disabili, secondo la proprietà della struttura ricettiva, alla stagionalità e ad altre cause.
La tassa nelle città d’arte e non solo
La prima ad istituire l’imposta di soggiorno con delibera comunale è stata la città di Roma, con una normativa entrata in vigore dal 1º gennaio 2011 (Legge n. 122 del 2010). Il Comune di Roma, tuttavia, dal 1º settembre 2014 ha portato l’imposta di soggiorno a 7 euro, come era consentito dalla legge dedicata (Decreto legge 78/2010).
Le altre città
Firenze (1º luglio 2011),
Venezia (23 agosto 2011),
Catania (1º settembre 2011),
Pisa (1º gennaio 2012),
Siena (1º marzo 2012),
Torino (2 aprile 2012),
Vicenza (1º maggio 2012),
Verona (1º agosto 2012), etc.,
Poi anche moltissime località balneari, montane e lacuali, come pure piccoli e medi Comuni. Purtroppo avendo dato carta bianca ai comuni relativamente a questa tassa ne è scaturito un quadro deludente e poco professionale per il sistema turistico italiano. L’applicazione della tassa di soggiorno non segue un modello unico di calcolo, anzi: si va dal Comune che fissa una quota fissa differenziata per tipologia di struttura ricettiva e categoria (la formula più diffusa) a chi indica una quota differenziata in base al costo della camera, sino al Comune che definisce una quota unica, uguale per tutti gli alberghi. In sostanza, i regolamenti approvati dalle diverse Amministrazioni Comunali variano moltissimo, sia per quanto riguarda le strutture ricettive i cui ospiti vengono "tassati", la durata del soggiorno soggetta ad imposta, ma anche per eventuali esenzioni dal contributo (bambini fino ad una certa età, portatori di handicap, etc.) – In sintesi il solito caos che è determinato da un non organico coordinamento fra il potere centrale e il potere locale per una serie di situazioni derivate dai dettami della nostra costituzione che non si è adeguata ai tempi. Più volte abbiamo ripetuto che il settore della ricettività turistica ha bisogno di una legge quadro nazionale che metta fine a queste ridicole situazioni.


Proteste e ricorsi


Era inevitabile che riguardo all’argomento che penalizza molto questo settore arrivassero proteste da parte di decine di associazioni ma anche di privati cittadini le prime sulla iniquità della tassa ma anche sui sistemi impositivi ultimo e degno di nota è quello presentato al TAR del Veneto a seguito del ricorso da parte Ascom Associazione Commercianti Turismo e Servizi della Provincia di Padova, Adiconsum Associazione Difesa Consumatori e Ambiente Padova, Appe Associazione Provinciale Pubblici Esercizi Padova ecc.
per l'annullamento della delibera di Consiglio comunale n. 2011/0061 del 27/6/2011, avente ad oggetto: "istituzione dell'imposta di soggiorno e approvazione del relativo regolamento", pubblicata all'Albo pretorio il 1° luglio 2011, ecc.

Il Consulente fiscale di ANBBA, Rag.Paolo Sardi, ci da una spiegazione sintetica della sentenza:

Il TAR del Veneto in sintesi dice che il responsabile "tributario" è il gestore: non come per le paghe"sostituto di imposta" ossia, nel caso non riversi le somme trattenute al dipendente è "furto" e quindi con responsabilità penale, ma è come per l'iva: viene ricevuta la somma, non viene riversata, si deve riversare la somma oltre le sanzioni. La responsabilità è per quanto viene ricevuto e quindi deve essere riversato all'Ente preposto: IVA, Comune, ecc. Se non viene riversata, non vengono applicate sanzioni penali, ma sanzioni amministrative come da regolamento comunale (generalmente equiparate alle sanzioni per omesso versamento delle imposte statali).

Pubblicazioni
Su questo argomento si è discusso e dibattuto molto e si continua a discutere a ricorrere ma le varie sentenze dei vari TAR regionali sembra ribadiscano ogni volta la legittimità dell’Imposta.
Girovagando sul web abbiamo trovato un’interessante pubblicazione su tutto questo sistema impositivo degna di nota che è stata redatta dall’IFEL – Fondazione ANCI - Pubblicata nel 2013, che titola : “Le imposte Comunali sul Turismo e l’Imposta di Sbarco - Il testo è curato da Antonio Chiarello, Avvocato Tributarista patrocinante in Cassazione. La pubblicazione è liberamente scaricabile da questa posizione.

Data: 30/07/2015