La cedolare secca nelle Locazioni Turistiche - Sarà ridotta ?

 

La cedolare secca sugli affitti turistici al 15% ?

 

Purtroppo attualmente siamo in una fase di stallo politico con una grande incertezza che si formi a breve un nuovo governo ma una cosa è certa che , ancor prima che questo avvenga , il DEF dovrà essere redatto e mandato a Bruselles e quindi, il governo Gentiloni , ancora in carica per gli affari correnti, dopo le sue dimissioni rassegnate nella mani del Capo dello Stato poche ore fa,  sta lavorando a questo IMPORTANTISSIMO documento per rispettare la scadenza imposta dalla UE. Trattandosi di uno strumento di previsione finanziaria (noi siamo bravi a dare i nomi a tutto , è stato battezzato “manovrina di primavera”) , in questa manovrina potrebbe essere messa in discussione la tanto chiaccherata cedolare secca al 21% sugli affitti Brevi o Turistici e essere ridotta dal 21% al 15% - L’attuale, stabilita con il DL 50/2017 convertito con la Legge 96/2017 articolo 4, impone che la cedolare secca , da applicare per questo tipo di locazione , sia pari al 21% sul lordo, cioè su quanto pagato dai clienti al soggetto locatore. Tale aliquota è subito risultata assurda e definita una tassa sul NON PERCEPITO in quanto nel lordo, oltre che alle spese energetiche, di pulizia , biancheria ecc gravano le provvigioni del portali OTA che non sono poche, inoltre, la legge stessa, impone ai colossi del web, come AirBnB, che incassano le somme al momento della prenotazione, di diventare sostituti di imposta e versare le somme allo stato italiano e da qui ricorsi su ricorsi … e la telenovela continua !!! Con un danno per l’erario non indifferente in quanto nelle casse dello stato risulta essere stato versato poco o niente .... Quindi ridurre l’aliquota dal 21 al 15 sarebbe una mossa vincente e conciliante ma sarebbe ottimale che fosse introdotta anche sulle locazioni commerciali per rivitalizzare il mercato ed evitare la morte del piccolo commercio inoltre sarebbe anche importantissimo (aggiungiamo issimo... )  introdurla anche alle attività non professionali di Case Vacanze e Bed and Breakfast legati ancora a tollerabilità fiscali mai definite che spesso sfociano in assurde imposizioni di aperture di partita IVA d’ufficio per volumi di affari di poco superiori a 5000 euro annui. ANBBA resta fiduciosa che queste proposte,  che aiuterebbero il settore,  diventino  cosa concreta,  per dare a tutti la possibilità di operare nella legalità sia amministrativa che fiscale.

Data: 24/03/2018