Leonardo da Vinci

Leonardo profetizzava Tv e Web cinque secoli fa
Leonardo da Vinci non fu solo un genio dell'arte e della tecnica ma, con cinque secoli di anticipo, anche profeta dei moderni sistemi di comunicazione come il telefono, la radio, la televisione ed Internet. E' l'ultima interpretazione data dagli studiosi ad alcuni passi del Codice Atlantico (del 1500) conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, che lui stesso definì 'profetie', ma che oggi sono riconoscibili come straordinarie intuizioni telematiche, totalmente estranee alla società antica in cui egli visse, e però molto vicine alla sua genialità.
I passi sono quelli di due 'enigmi' contenuti nel Codice in cui Leonardo scrive: 'Parleransi li omini di remotissimi paesi l'uno all'altro e risponderansi'. E ancora: 'Parleransi e toccheransi e abbracceransi li omini, stanti dall'uno all'altro emisperio, e [in]tenderansi i loro linguaggi', parole riconducibili ad una visione di comprensione e fratellanza tra popoli e culture diverse che prefigurò in epoca lontana i temi odierni della comunicazione globale. Ad un secolo di distanza dai primi esperimenti di Guglielmo Marconi per il 'telegrafo senza fili', che poi divenne la radio, è il Museo Ideale di Vinci a evidenziare queste formidabili intuizioni da visionario di Leonardo fornendo una rilettura dei suoi manoscritti. Il museo darà dimostrazione di quanto Leonardo, 'profetie' a parte, avesse immaginato di dare un seguito alle sue intuizioni, realizzando un modellino di citofono 'per lunghe distanze' seguendo le istruzioni riportate in un manoscritto del 1487 conservato a Parigi.