Legalità

L’ANBBA ha da sempre parteggiato per la legalità,  la trasparenza  ed il rispetto delle Regole del Mercato.

 

Lo fa attraverso la Confcommercio Imprese per l’Italia, lo fa nell’opera quotidiana di persuasione e di formazione, interpretando un mandato esplicito in questo senso conferitole dal sodalizio.
Viceversa  non ha mai sposato il principio della denuncia anonima di ciò che si presume sia abusivo e/o  illegale, sia perché le Istituzioni Pubbliche sono preposte al controllo ed al monitoraggio delle Attività commerciali ricettive e non, sia perché  abiura la delazione come strumento di contrasto dei fenomeni “anomali” o “illeciti” ,  ma soprattutto  di mera repressione (spaccio di droga, terrorismo) nel senso più spregevole del termine, scatenando nel delatore la parte peggiore di sè, e nel denunciato, il senso dell’isolamento, dell’emarginazione ed il desiderio di rivalsa.
Nessuno di noi ha gli elementi per essere certo che il proprio finitimo conduca la sua  attività in modo illegale. Nessuno può introdursi nella sua casa e nel suo privato per acquisire informazioni se non chi è preposto a questo fine  dalle Istituzioni democratiche (Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri).
 ANBBA ha invece da sempre puntato sulla formazione, sull’informazione, sulla persuasione che lavorare alla luce del sole sia più vantaggioso, in termini economici e di serenità personale, rispetto all’ operare nell’ombra.
 Vale qui precisare che l’80 per cento delle  tanto invocate ispezioni e sopralluoghi effettuate nella grandi Città d’arte, appare  riconducibile a irregolarità amministrative, e l’importo delle sanzioni davvero trascurabile, se si considera che i regolamenti sono stati introdotti molto di recente, che non è stato accordato all’Associazione di Categoria un periodo di “rispetto” tra la pubblicazione delle norme e la loro applicazione, che i regolamenti sono  spesso contraddittori e difficilmente interpretabili.
I cittadini italiani sono all’80% proprietari di casa, e non preferiscono ricevere contestazioni e sanzioni che saranno costretti a pagare.
 La campagna diffamatoria contro il presunto abusivismo,  si spegne nel nulla.
 A Roma,  ci troviamo a dover ottemperare ad un Regolamento che la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ritiene iniquo, a finalizzare un ricorso al TAR, i cittadini piccoli imprenditori che hanno investito nelle attività ricettive, sono arretrati in gran numero su una legge (la 431 del 98) che non ottempera alle esigenze dell’utenza, della liberalizzazione dei Servizi, della Home sharing, del richiesta di ospitalità “human factor”  che viene dal Mercato.
 Abbiamo stracciato anni che potevano essere d’oro, con i Viaggi nel Magreb diminuiti in larga misura, avremmo potuto beneficiare a piene mani di un Mercato interno e di uno Estero dalle enormi potenzialità.
 Ma mentre in questo Paese si pensava a reprimere e diffamare  la ricettività extra-alberghiera esordiente, cosa è stato fatto per migliorare i tempi di rilascio dei visti nei nostri Consolati ed Ambasciate? Cosa per la promozione del Made in Italy? Di quanti parlamentari Europei  disponiamo oggi a Bruxelles stabilmente dedicati al Turismo? Nessuno!
 Ecco perché ANBBA pur essendo contraria all’esercizio illecito delle attività ricettive, ha ben chiaro quello che necessita in questo Paese, che non è certo la misera soddisfazione di multare un cittadino perché la tabella antistante l’Attività non è conforme all’ultima circolare emessa dall’Agenzia del Turismo.
Che le condizioni di sicurezza e di salubrità dei locali siano soddisfatte. Di questo si preoccupa ANBBA.
Che l’Ospite sia tutelato dalla Carta dell’Ospitalità e da una polizza di assicurazione.
 Le irregolarità formali o amministrative, le lasciamo a chi ha voluto imprimere una svolta inattesa quanto iniqua, ad un fenomeno che è tra i più autentici e provvidenziali in un momento di grave crisi economica del Paese, a cui si è voluto dare l’abiura di illecito, irregolare, abusivo, sleale, ma che viceversa ha salvato dalla bancarotta centinaia di famiglie, restituendo loro decoro, ma soprattutto speranza per il futuro.
 
 

 

 

Marco Piscopo

PRESIDENTE NAZIONALE