Massimo Rovelli - Il Turismo che verrà

L’innovazione tecnologica sta influenzando il turismo, sviluppando nuovi profili professionali e modificando quelli esistenti.

A evidenziare i trend è Massimo Rovelli, co-fondatore di società di consulenza rivolte al travel & tourism quali Travel2Me ed Ecqua.Net.  Come stanno cambiando i profili tradizionali del comparto? «Tecnologie e media digitali hanno trasformato profondamente i comportamenti delle persone, sia nel processo d’acquisto che di influenza sociale. L’impatto in chiave professionale riguarda in primis la gestione delle informazioni, sull’offerta e sul cliente. Da un lato, l’utilizzo di immagini e video belli e suggestivi risulta basilare per
attrarre un’attenzione sempre più sollecitata. Dall’altro, ogni proposta di viaggio diventa un abito su misura e risulta fondamentale disporre di informazioni precise sui gusti e sulle preferenze del cliente servito, sul suo comportamento - in rete - prima, durante e dopo il viaggio. Non ultimo, la figura dell’agente si deve riempire di contenuto per trasformarsi in consulente a tutto tondo, in grado di proporre autentiche “esperienze” personali al viaggiatore».  Servizi diretti e indiretti al turista: quali competenze sono richieste?
«Una strategia e una prassi quotidiana basate sulla centralità del cliente è d’obbligo sia nella relazione diretta che mediata: le competenze nell’uso delle applicazioni per  la gestione e l’analisi dei dati della clientela, per il customer relationship management e per il marketing online pluri-canale sono aspetti primari; altrettanto importante è l’acquisizione di dimestichezza e consuetudine con i principali contesti social».
La promozione oggi prevalentemente digitale richiede nuove figure.
Quali devono essere le loro skill?
«I profili orientati al web e al mobile marketing diventano centrali, insieme alle competenze di content marketing e alla progettazione grafica. Le competenze professionali legate ai social media e al reputation management risulteranno sempre più determinanti sia per le destinazioni che per gli operatori turistici: questi “mezzi sociali” vanno interpretati, soprattutto inizialmente, come strumenti di apprendimento e di  conoscenza, di “ascolto” prima ancora che di dialogo e interazione con i clienti».
Quali professionalità stanno emergendo, pensando ad esempio al turismo  sostenibile?
«Come si è lungamente discusso a Pietrarsa, nel corso degli Stati generali del Turismo sostenibile, questo tema risulta centrale per un approccio strategico e a lungo termine al turismo. L’argomento è legato a doppio filo alla ridistribuzione dei flussi turistici verso
le non meno attrattive “mete secondarie” e a un approccio orientato alla comunicazione  “per grandi tematiche” al turismo diffuso e degli itinerari. In quest’ambito, emergono nuove figure più specifiche orientate al “mapping” digitale del territorio, all’aggregazione
culturale e commerciale di siti e strutture minori; alla valorizzazione e allo storytelling del patrimonio culturale, fino a competenze di tipo eco-ambientale e inerenti le energie alternative».
Lo sviluppo di modalità alternative di accoglienza sta creando nuovi operatori. Con quali criticità?
«L’affermarsi della cosiddetta sharing economy attraverso la diffusione di contenuti e servizi “offerti” dagli utenti e abilitati da piattaforme digitali globali, stanno modificando nuovamente il turismo. L’impatto  su ospitalità, trasporti, ristorazione è straordinario e in continuo divenire: i grandi aggregatori globali, come Airbnb, Homeaway, Uber, Feastly, insieme a una costellazione di player più piccoli su scala locale stanno profondamente modificando la domanda e l’offerta del settore, mettendo a rischio le sicurezze degli operatori tradizionali che ne  percepiscono la minaccia. Ne consegue la necessità di revisione delle regole esistenti, sotto la pressione crescente sia dei nuovi player che degli operatori tradizionali.
Le problematiche sul tavolo sono molteplici e implicano valutazioni su impatti economici, aspetti fiscali (spesso in contesti transnazionali) e legali, sicurezza e tutela dei consumatori». â– 

Francesca Druidi

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Data: 09/03/2016