La giusta interpretazione della sentenza del TAR del Lazio contro il Regolamento dell'extra-alberghiero

Dopo la sentenza del TAR relativa al nuovo Regolamento sulle strutture ricettive extra-alberghiere nel Lazio, si è scatenata una vera e propria guerra sulla interpretazione della sentenza stessa che sta paralizzando e gettando nel caos l'intero comparto. La Regione con le sue circolari ha dato una mera interpretrazione letteraria che è culminata con la momentanea paralisi di queste attività inibendo di fatto l'avvio di nuovi  B&B e  Case Vacanze non imprenditoriali. Ma lo spirito della sentenza non era assolutamente questo. Girovagando sul web abbiamo trovato la vera essenza della sentenza, che ANBBA condivide pienamente, il cui commento viene riportato per intero con in calce il sito dal quale lo abbiamo prelevato.

B&B: i bed & breakfast non possono avere più limiti

Illegittime le norme che impongono ai B&B periodi di inattività forzata e requisiti dimensionali minimi da rispettare.

 

Non si può imporre ai bed & breakfast, agli affittacamere e, in generale, a qualsiasi struttura ricettiva alberghiera o extralberghiera norme che limitino l’esercizio dell’attività, come quelle che, ad esempio, impongono la chiusura per determinati giorni dell’anno o il rispetto di limiti dimensionali come il numero di camere. Un principio, quest’ultimo, appena fissato dal Tar Lazio ,che costituisce una vera e propria svolta per le attività anche non imprenditoriali che forniscono servizi ai turisti.

 

 

Liberalizzazione totale

Il TAR Lazio parte da un principio dei moderni stati democratici: nelle attività economiche, deve essere ritenuto permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge. Questo significa che se la legge non pone determinati paletti agli esercizi commerciali, questi non possono essere approvati dalle autorità amministrative.

 

È il caso di un regolamento della Regione Lazio che imponeva a case vacanze e B&B – gestiti in forma non imprenditoriale – periodi di inattività forzata e requisiti dimensionali minimi da rispettare. Per non essere soggetti a tali ostacoli, gli esercenti tali strutture avrebbero dovuto optare per una organizzazione in forma imprenditoriale. In alternativa, avrebbero dovuto chiudere.

 

Ebbene, secondo il Tar tale normativa è illegittima perché finisce per essere un ostacolo all’esercizio di un’attività economica, aggravando il peso dei costi e degli oneri amministrativi rispetto ai concorrenti strutturati invece in forma imprenditoriale. In piena controtendenza con la predicata politica della diminuzione di tali oneri. Una limitazione, peraltro, che non trova alcun fondamento nella legge. A voler pensare male la si potrebbe considerare solo una misura a tutela degli esercenti le strutture alberghiere. Il tutto in evidente contrasto con le norme di libero mercato. Tant’è che era intervenuto l’Antitrust.

 

Limitando l’attività di chi voleva esercitare una casa vacanza o un B&B in forma non imprenditoriale (costringendolo a chiusure “forzate”) si creava, in effetti, un vantaggio a favore dell’attività imprenditoriale e in danno, quindi, della concorrenza.

 

Ora il regolamento è stato annullato dal Tribunale amministrativo regionale e l’attività di Bed & Breakfast e di affittacamere si può dire definitivamente liberalizzata.

D’ora in poi quindi chi vorrà esercitare un’attività economica, in forma imprenditoriale o non potrà contare su questa importante e decisiva svolta verso la liberalizzazione.

 

Da www.laleggepertutti.it

 

Data: 16/09/2016